La vita quotidiana
I · L'acqua
A monte del paese la strada asfaltata cede il passo a uno sterrato che sale verso una gola selvaggia e bellissima. Dodici sorgenti naturali affiorano dal fianco della montagna, alimentando il Rio della Borella e il Rio di Veronco — due canali che si inseguono tra cascatelle e pozze scavate nella roccia, per confluire infine nel Torrente Cedra. Da questa gola i canaioli hanno estratto l'acqua per il loro acquedotto. È ancora così.
Le acque della gola, a monte del paese
Ricostruzione pittorica · Archivio del Borgo
Il vino nelle cantine strette
Ricostruzione pittorica · Archivio del Borgo
II · Il vino
Caneto era un paese viticolo. La vite cresceva sui versanti soleggiati, favorita dalla posizione a «sole attivo» del borgo — esposta a meridione senza montagne che facciano ombra. Nelle anguste cantine di pietra, scavate sotto le case, si produceva un vino eccellente che circolava tra le famiglie. La coltivazione si è gradualmente abbandonata con lo spopolamento del dopoguerra. Le cantine esistono ancora.
III · L'architettura
Tra le case di Caneto, una si distingue per il suo balchio — una scala esterna con loggiato aperto su due pilastri dotati di base e capitello, tipico dell'architettura spontanea appenninica. Sull'architrave di una finestra è incisa la Croce di Malta. A poca distanza sorge un portale privato del XVII secolo in arenaria decorata a zigrino: privato della cuspide sommitale ma ancora in piedi, testimone silenzioso di una famiglia di rango che un tempo abitava il borgo.
La casa con balchio
Ricostruzione pittorica · Archivio del Borgo
Il lavatoio e la fontana dell'aia
Dipinto dalla fotografia · Archivio del Borgo
IV · Le fontane
In ogni aia dei borghi principali di Caneto sorge una fontana. Sei in tutto — ancora funzionanti, estate come inverno. L'acqua arriva dall'acquedotto costruito con le proprie mani dagli abitanti negli anni Cinquanta. Più che punti d'acqua, le fontane erano il centro della vita collettiva: dove ci si fermava, dove le notizie del borgo circolavano, dove ci si incontrava al mattino e alla sera.
Rio spenna la gallina, e il cane aspetta
Archivio di famiglia · Caneto
V · Il pellegrino
Per secoli, Caneto fu tappa sulla Via di Linari — l'antico cammino che da Fidenza portava i pellegrini verso Roma attraverso il crinale dell'Appennino. I viandanti si fermavano all'osteria del borgo per bere il vino delle cantine di pietra, riposarsi e poi riprendere la salita verso il Lagastrello. Il nome di una borgata intera, l'Ostaria, è rimasto a testimoniarlo. La Via di Linari attraversa Caneto ancora oggi: un percorso riconosciuto ufficialmente nel 2016, che collega Fidenza all'Abbazia di Linari e poi alla Toscana.
All'Ostaria, la sera
Ricostruzione pittorica · Archivio del Borgo


VI · Il guerriero
Nella Chiesa di San Giovanni Battista si conserva una scultura medievale unica nel suo genere: il «Guerriero», una figura armata di lancia scolpita in pietra. La sua gemella era custodita nell'Abbazia di Linari, sul crinale tosco-emiliano — l'abbazia che dà il nome al cammino che attraversa Caneto. Due sculture identiche, due luoghi distanti pochi chilometri d'aria ma uniti dalla stessa rotta di pellegrinaggio. Il Guerriero è uno dei rarissimi esempi di scultura romanica sopravvissuti integri nell'Appennino parmense.
Passa il Vescovo, l'acqua è tiepida
Ricostruzione pittorica · Anni Settanta
VII · Il rifugio
Tra il 1985 e il 1990, i canaioli costruirono il rifugio Bastianel a 1163 metri di quota — senza finanziamenti pubblici, senza aiuti esterni. Solo la volontà collettiva di chi era nato qui. Quattro chilometri di sterrato sopra il paese, tra le faggete di alta quota. Dal rifugio si vedono le valli del reggiano, i crinali verso la Toscana, e la pianura padana nelle giornate limpide. Ogni 15 agosto, il Bastianel diventa il cuore di una festa campestre: decine di persone tra i faggi, qualche bicchiere, il profumo dell'erba d'alta quota.
Quindici d'agosto al Bastianel
Ricostruzione pittorica · Archivio del Borgo
La Cinquecento sotto il loggiato, anni Settanta
Archivio di famiglia · Caneto
VIII · Le feste
Due volte l'anno, Caneto si riempie. Il 15 agosto la festa campestre al Rifugio Bastianel raduna tra i faggi decine di persone da tutta la vallata: le tavolate, il vino, le risate. Non c'è palco, non c'è programma — c'è il bosco. Il 21 settembre è la Festa di San Matteo: una tradizione ininterrotta da secoli porta gli abitanti delle borgate a salire a piedi fino all'Eremo, a 1344 metri sul versante meridionale del Monte Caio, via il sentiero del Dragolare. Due appuntamenti. Due modi diversi di ricordare che questo posto è ancora vivo.


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IX · La pesca
Il Torrente Cedra e i suoi affluenti — il Rio della Borella, il Rio di Veronco — sono habitat naturale della trota fario. Le acque fredde e ossigenate che scendono dalle dodici sorgenti della gola sopra Caneto creano le condizioni ideali per questo pesce pregiato. La Val Cedra fa parte del Parco Regionale delle Valli del Cedra e del Parma, detto anche «Parco dei Cento Laghi» — un'area protetta che tutela sia la fauna ittica che l'ecosistema fluviale. La pesca sportiva è consentita ma regolamentata dall'Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità dell'Emilia Occidentale. Ogni estate, chi arriva con la canna da pesca trova acque limpide e pochi altri pescatori.


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Dall'album del borgo





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L'acqua di Caneto — dalle dodici sorgenti alle sei fontane