Il
Cammino

La Via di Linari attraversa Caneto. Un percorso di pellegrinaggio medievale, parallelo alla Via Francigena, che collegava Fidenza all'Abbazia di Linari presso il Lagastrello, per poi scendere in Toscana verso Roma. I pellegrini si fermavano qui — un'intera borgata porta ancora il nome dell'osteria che li accoglieva.

Il tracciato — da nord a sud

Fidenza
Pianura Padana
Parma
Via Emilia
Caneto
569 m s.l.m.
Abbazia di Linari
Crinale · 1198 m
Roma
Toscana → Lazio
1200 m 600 m 0 m Fidenza 75 m Parma Via Emilia Caneto 569 m · LA SOSTA Abbazia di Linari Passo del Lagastrello · 1198 m Pontremoli Lucca Roma «PARME–LUCA» · CENTO MIGLIA ROMANE · ITINERARIUM ANTONINI

«I pellegrini si fermavano all'osteria del borgo. Il nome di un'intera borgata ne è rimasto.»

— Caneto di Palanzano, Archivio del Borgo · CAI Parma

I · La storia

I Pellegrini di Caneto

La Via di Linari è un percorso di pellegrinaggio medievale che collegava Fidenza — città sulla Via Francigena — all'Abbazia di Linari, sul crinale tosco-emiliano, per poi scendere verso Pontremoli, Lucca e Roma. Il nome deriva dall'Abbazia di Linari, il cui monastero sorgeva nelle vicinanze del Passo del Lagastrello. I pellegrini che percorrevano la via si fermavano nei borghi lungo il tracciato. A Caneto si trovava l'osteria — e una borgata intera, l'Ostaria, ne porta ancora il nome a distanza di secoli.

Dipinto: pellegrini in fila salgono la mulattiera verso il passo al tramonto

L'ultima salita verso il Lagastrello

Ricostruzione pittorica · Archivio del Borgo

II · Il legame

Il Guerriero e l'Abbazia

Nella Chiesa di San Giovanni Battista di Caneto è conservata una scultura medievale: il «Guerriero», una figura armata di lancia. La scultura è gemella di quella custodita nell'Abbazia di Linari — l'abbazia del crinale che dà il nome all'intero percorso. Due sculture identiche, a pochi chilometri l'una dall'altra, collegate dalla stessa rotta di pellegrinaggio. Questo legame conferma il ruolo di Caneto come nodo fondamentale sul tracciato medievale: non una semplice sosta, ma un luogo integrato nel sistema spirituale e viario del cammino.

III · I monaci

L'Abbazia e i Cavalieri del Tau

L'Abbazia dei Santi Bartolomeo e Prospero di Linari, presso il Passo del Lagastrello, non era soltanto un monastero: era un ospitale di crinale, un riparo per chi attraversava la montagna in ogni stagione. La tradizione la lega ai Cavalieri del Tau — l'ordine ospitaliero che lungo le grandi vie di pellegrinaggio assisteva i viandanti, curava i malati e presidiava i valichi più pericolosi. È in questo mondo che vanno letti i due Guerrieri di pietra: quello custodito a Linari, un San Giorgio armato, fu trafugato, e dell'abbazia restano oggi poche tracce presso il passo. Quello di Caneto, nella Chiesa di San Giovanni Battista, è rimasto. L'ultimo dei due guardiani del cammino.

Dipinto: l'abbazia romanica sul crinale al crepuscolo, monaci accolgono i pellegrini

L'Abbazia di Linari, sul crinale

Ricostruzione pittorica · Archivio del Borgo

IV · Il confine

La Valle dei Cavalieri

La Via di Linari attraversava un territorio storicamente conteso: l'Alta Val Cedra, cuore delle Valli dei Cavalieri, terra dei Vallisneri. Questa potente consorteria di cavalieri longobardi controllava la vallata con un sistema di borghi fortificati che si sorvegliavano otticamente a vicenda. Il cammino dei pellegrini non era dunque una semplice traversata — era un passaggio attraverso zone di potere militare e signorile. Caneto, con la sua posizione strategica sul versante soleggiato e l'osteria per i viandanti, era pienamente parte di questo sistema.

V · Le radici antiche

La Strada delle Cento Miglia

La Via di Linari non nasce nel Medioevo. Il tracciato che attraversa Caneto è l'erede diretto di una via ancora più antica: la Strada delle Cento Miglia, codificata dai Romani nell'Itinerarium Antonini come «Parme–Luca» — esattamente cento miglia da Parma a Lucca, attraverso la Val Cedra e il Passo del Lagastrello. Quella strada percorreva già questi Appennini prima che Caneto avesse un nome. I Liguri la usavano per controllare le comunicazioni tra il mare e la pianura. I Romani la militarizzarono e la misurarono. I pellegrini medievali la percorsero pregando. I viandanti moderni la riscoprono camminando. La via è sempre la stessa. Il paesaggio, a tratti, anche.

VI · Una sera del Trecento

L'Arrivo del Pellegrino

Immagina un pellegrino del Trecento. È partito da Fidenza quattro giorni fa, al passo di chi deve arrivare a Roma con le proprie gambe. Ha lasciato la pianura, risalito le colline, e ora cammina nella valle del Cedra mentre il sole scende dietro il crinale. Quando arriva a Caneto è quasi buio. All'osteria c'è posto vicino al fuoco: il vino delle cantine di pietra, il pane, le voci degli altri viandanti. Domani lo aspetta la salita più dura — seicento metri fino all'abbazia sul passo, dove i monaci tengono un letto per chi arriva. Ma stanotte il borgo lo accoglie. Come accoglie chiunque cammini su questa via, da settecento anni.

Dipinto: due pellegrini arrivano di notte nel borgo, luce calda dalla porta dell'osteria

L'arrivo all'Ostaria, dopo il tramonto

Ricostruzione pittorica · Archivio del Borgo

VII · Oggi

La Via Ritrovata

Alla fine del 2016, l'Agenzia di Promozione Turistica dell'Emilia-Romagna ha riconosciuto ufficialmente il tracciato storico della Via di Linari. Il percorso attraversa la Riserva UNESCO dell'Appennino Tosco-Emiliano, dove si producono eccellenze gastronomiche della tradizione emiliana. Da Fidenza al Lagastrello, la via offre una difficoltà moderata adatta a camminatori esperti. Chi percorre questo cammino attraversa Caneto passando per l'Ostaria — esattamente come i pellegrini medievali che bevevano il vino delle cantine di pietra e poi riprendevano la salita verso il crinale.

Fonti: Cammini Emilia-Romagna — Via di Linari · CAI Parma — Caneto nucleo storico · Wikipedia — Caneto (Palanzano)